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Usciti dal cenacolo, gli apostoli si diedero ad evangelizzare le terre che furono teatro
della missione di Gesù e dei suoi prodigi.
Si presentava davanti a questo sparuto manipolo di arditi e decisi missionari il mondo intero.
Ai tempi di san Bartolomeo si andava a piedi o con mezzi molto lenti. Gli Apostoli non disponevano di una efficiente organizzazione né di mezzi logistici.
Gesù aveva detto di non portare bisacce, di indossare una sola tunica e, se cacciati
da qualche città, di scuotere la polvere dai loro sandali.
Povertà assoluta, libertà piena, un tozzo di pane nel sacco, acqua sorgente, cuore
infiammato, verità rivelata da Gesù e via per il mondo.
L'apostolato di San Bartolomeo dopo la Pentecoste fu attivissimo, perché la tradizione
posteriore gli attribuisce lunghi viaggi missionari, pur non potendo stabilire nulla di
preciso.
A Bartolomeo toccò la Licaonia, che è parte della Cappadocia, in seguito passò
nell' India superiore ed in varie regioni del Medio Oriente.
Entrò poi nell'Armenia ove fu coronato dal martirio di Albanopoli.
Qui per provare le verità annunciate, liberò numerosi ossessi, guarì malati, diede la
vista ai ciechi e non accettò i numerosi doni di cui gli si voleva fare omaggio e volle solamente la distruzione degli idoli e l'accettazione delle verità di fede da lui predicate.
Intorno alla sua morte vi sono opinioni diverse tra gli antichi scrittori che narrano le sue gesta ed il susseguente martirio.
Ippolito scrisse che fu crocifisso col capo all'ingiù e sotto furono bruciati cumuli di erbe
verdi e fetide per soffocarlo con il fumo.
Sant'Agostino, S. Isidoro di Siviglia ed il Martirologio di Beda affermano che
San Bartolomeo fu scorticato vivo
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